gen 9, 2019

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Garofani penduli detti ‘tirolesi’, la nostra proposta.

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09/01/2019

Capita spesso che ci richiedano il garofano pendulo rosso, comunemente definito ‘tirolese’, perché tipicamente utilizzato nei masi del Tirolo. Il termine ‘tirolese’ ci dà una prima indicazione del tipo di ambiente dove generalmente viene coltivato ma non bisogna credere che il suo miglior utilizzo sia limitato a climi montani perchè con qualche piccola strategia si possono avere ottimi risultati ovunque.

Ricordo di aver visto in alcune passeggiate almeno una decina di vasi pieni di una gloriosa chioma di garofani penduli rossi nella terrazza del prete di Rovigno e una balconata straordinaria in un ristorante a Lazise sul lago di Garda.

La selezione di garofani che proponiamo questa primavera arriva proprio dai masi Tirolesi e da alcune giardinerie della zona che sapientemente hanno custodito queste cultivar. C’è da considerare un aspetto…per tradizione e cultura popolare generalmente nelle feste di paese si utilizzava (e tutt’ora si utilizza) il fiore di garofano rosso per decorare i capelli delle fanciulle e i cappelli dei giovani maschi, per questo motivo abbiamo a disposizione solo il colore rosso.

COLTIVAZIONE: i garofani sono piante che adorano la luce e ambienti ben arieggiati per evitare depositi di umidità. Per coltivare questa cultivar in vari ambienti (cioè nelle varie regioni d’Italia) è bene modulare al meglio questi due importanti fattori climatici: luce e temperatura.

Inoltre altre variabili importanti sono legate al tipo di vaso che viene utilizzato: piccolo, grande, profondo, di coccio ecc. Generalmente queste varietà vengono coltivate esclusivamente in vaso se possibile capiente (almeno 2 litri per pianta) in modo da poterlo movimentare se necessario in condizioni di troppo caldo o troppo freddo. Ricordiamo che sono garofani di selezione mediterranea con tolleranza al freddo fino a -3 C°, per questo in molte zone d’Italia bisogna mettere i vasi a riparo.

Vista l’importante variabilità di clima che c’è nel nostro continente vogliamo suggerire di considerare il garofano non come pianta stanziale ma come una pianta da spostare nei diversi ambienti per garantirne ogni volta la condizione migliore.

Esempio: nella nostra zona di produzione (Pianura Padana) il clima è caldo-umido d’estate (+35 C°) e freddo-umido d’inverno (-5 C°).  Per avere una ressa ottimale consiglio di posizionare il garofano al sole in un ambiente arieggiato da marzo a giugno; in seguito da giugno ad agosto posizionerei la pianta al riparo dal sole aggressivo e dagli eccessi di umidità collocandola in una leggera mezzombra. Poi di nuovo in pieno sole da settembre a dicembre per godere al massimo di nuove fioriture, per concludere da dicembre a marzo in una veranda (anche fredda) soleggiata e se possibile garantire un giro d’aria nelle giornate di sole.

Questa gestione rende ottimale fioritura e crescita della pianta. Se non si ha la possibilità di spostare la pianta non la condurremo a morte certa ma a condizioni di splendore primaverile ed autunnale (perchè il clima è mite) e condizioni in cui la pianta manifesta riposo o latenza come l’estate e l’inverno.

Un secondo esempio contrapposto si può immaginare in una regione mediterranea, magari vicino al mare, dove da sempre vengono coltivati i garofani da produzione per i fioristi. In una situazione simile mi limiterei a scegliere un vaso abbastanza capiente, perchè sicuramente la pianta lavora in maniera ininterrotta trovando temperature favorevoli anche d’inverno, e a garantire una leggera mezzombra nei due mesi estivi più caldi.

CONCIMAZIONE: quando le temperature sono stabili sopra i 10 C° nutrire con concimi equilibrati con titolo 1:1:2 due-tre volte al mese. Integrare anche piccole dosi di calcio ad inizio primavera e settembre.

TERRICCIO: garantire un terreno soffice e ben drenato. Per piante longeve come i tirolesi consiglio di miscelare: 50% di terra da orto, 30% terriccio universale, 10% compost o letame, 10% sabbia o materiale drenate.

Per garantire una buona fioritura è bene mantenere pulita la pianta da fiori esauriti semplicemente staccandoli.

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