Cerastium alpinum ssp lanatum

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Genere: Cerastium
Nome: Alpinum ssp lanatum
Sinonimo: peveriva alpina
Famiglia: Caryophyllaceae
Habitat:
Ambienti: Vive in pascoli alpini sassosi, rupi, ghiaioni e fessure delle rocce.
Terreno: Predilige substrati silicei (acidi), ma si adatta anche a quelli neutri, purché molto drenanti.
Altitudine: Si trova solitamente tra i 2.000 e i 3.000 metri (raramente scende fino a 1.500 m o sale oltre i 3.100 m).
Resistenza: È una pianta “estrema”, capace di sopportare venti gelidi e radiazioni solari intense grazie alla sua pelosità.
Distribuzione: In Italia: È presente lungo tutto l’arco Alpino (dal Piemonte al Friuli-Venezia Giulia) e anche sull’Appennino Settentrionale e Centrale (fino all’Abruzzo)..
Caratteristiche:
Portamento: Pianta perenne erbacea, alta dai 5 ai 15 cm. Forma dei piccoli cuscini o tappeti lassi, con fusti striscianti alla base e rami fioriferi eretti.
Pelosità (Tratto distintivo): La sottospecie lanatum è caratterizzata da una fittissima pelosità biancastra e lunga (lanosa) che ricopre interamente le foglie e i fusti. Questi peli non sono ghiandolari (quindi non sono appiccicosi come nel Dianthus viscidus) e servono a proteggere la pianta dal gelo e dalla traspirazione.
pH Terreno: subacido/Neutro
Irrigazione: moderata, a seconda delle condizioni pedologiche
Varietà: Perenne/sempreverde
Altezza pianta: 3 cm
Altezza Fiore:  5 cm
Foglia: Verde rese grigio-argento dallo strato di “lana”
Epoca di Fioritura: Maggio-Giugno.
Fiore: piccolo a 5 petali
Colore:  bianco
interesse ecologico per insetti pronubi impollinatori 🐝🦋🐞
Sole/Ombra: Preferibilmente al sole o mezz’ombra luminosa
Profumo: nn
Riproduzione per talea: Si
Riproduzione da seme: Si
Venduto nello shop online come pianta radicata 

Esaurito

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Cerastium alpinum subsp. lanatum. Questa pianta è un piccolo gioiello per i collezionisti di piante rupicole e alpine. Rispetto al classico Cerastium tomentosum (la “neve in estate” molto comune nei giardini), il Cerastium alpinum subsp. lanatum è molto più pregiato, compatto e “argenteo”.

Caryophylliaceae: Flora Spontanea Euro-Asiatica

Le Caryophylliaceae non sono comuni piante da giardino, ma vere e proprie testimoni di resilienza botanica. Questa vasta famiglia comprende rarità spesso assenti dai circuiti commerciali convenzionali, piante che in natura hanno imparato a dominare ambienti ostili: dai ghiaioni alpini alle rupi costiere, fino ai prati stabili più incontaminati.

🌿 Segni Particolari

  • Fogliame Ornamentale: Foglie lineari o lanceolate, spesso vestite di tonalità verde-glauco o argenteo. Una scelta estetica che brilla anche nei mesi invernali.
  • Architettura del Fiore: L’eleganza risiede nel contrasto tra il solido calice tubolare e la leggerezza dei cinque petali, frequentemente sfrangiati e delicatamente profumati.
  • Portamento Versatile: Una gamma che spazia dal cuscino tappezzante perfetto per i tetti verdi, alle forme erette e cespugliose per bordure o prati naturali a fioritura estiva.

🌍 Perché sceglierle e come usarle

Scegliere una Caryophyllacea significa invitare un pezzo di biodiversità nel proprio spazio. Sono piante fondamentali per il sostegno degli insetti pronubi e impollinatori.

  • Giardini a bassa manutenzione: Ideali per giardini rocciosi, giardini spontanei o contesti mediterranei.
  • Orizzonte Geografico: Una famiglia che abbraccia l’Europa e l’Asia, dalla Spagna agli Urali, dall’Inghilterra alla Turchia.
  • Non solo giardino: Spesso queste piante vengono valorizzate su ambienti diversi dal giardino, come tetti verdi o semplicemente in vasi decorativi esempio Specie come la Silene acaulis per la perfezione delle forme o il Dianthus superbus per l’inebriante profumo, trovano la loro massima espressione in vasi di pregio o giardini d’amatore.

🛠️ Guida alla Coltivazione e al Successo

Essendo piante selvatiche abituate a “fare da sé”, il segreto del successo risiede nel rispetto dei loro ritmi naturali.

Parametro Esigenza
Esposizione Pieno sole (esposizione soleggiata).
Terreno Calcareo, molto drenante e poroso. pH neutro o basico (alcalino). A volte subacido
Gestione Idrica Fondamentale nella fase di affrancamento. Successivamente, diminuire gradualmente gli interventi: la pianta deve abituarsi alle condizioni meteo-pedologiche del luogo.

 

Il Consiglio di Billo per la Semina:

Non abbiate fretta di pulire. Lasciate che il fiore maturi sulla pianta per favorire il ripopolamento naturale. Per un risultato garantito, prelevate una parte del seme e seminatelo fresco tra Aprile e Settembre in un semenzaio con terriccio universale. Questo protegge la germinazione dalle incognite ambientali e vi assicura nuove nidiate di piante sane.

Link repertori esterni :
ActaPlantaum
UniversitàdiUdine