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Dianthus Carthusianorum! Pianta largamente utilizzata anche in altra epoca

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Qualche settimana fa, per chi mi segue sui social, ho condiviso con voi una serie di foto di dianthus prossimi alla fioritura che ho definito garofani prativi. Rientrano in questa modalità di utilizzo almeno 4 specie: Dianthus carthusianorum, Dianthus cruentus, Dianthus superbus, Dianthus armeria.

In questi giorni arriva un fantastico spunto per parlare del D. carthusianorum, sempre dai social con Sandro Musashi Degni, che pubblica su Facebook una bellissima galleria immagini di un prato incolto in piena fioritura con una buona presenza di Dianthus carthusianorum, durante una sua passeggiata in zona Cascina Merlata, quartiere di Milano.

Per chi non lo conosce, il Dianthus carthusianorum è quel fiore rosa-lilla che svetta tra le altre erbe del prato. Queste immagini testimoniano quanta eleganza e leggerezza si crea con questi semplici steli fioriti in una normale composizione di erbe selvatiche, che va in contrapposizione alla potenza e alla dominanza che riescono ad avere la pianta e la radice, si perchè… combattere tra le erbe di un prato non è mica facile!

Questo articolo vuole aggiungere un altro tassello a favore dell’utilizzo di queste specie che io definisco in modo limitante “prative” ma che in realtà si possono utilizzare con molta versatilità anche nei nostri giardini, sia per fare angoli incolti con erbe a varia fioritura simulando prativi spontanei (ovviamente sono prati che non vanno mai tagliati), sia per creare effetti più controllati e definiti come nella immagini che seguono (le foto sono state scaricate da google immagini).

Pianta erbacea versatile di semplice utilizzo

che possiamo trovare spontanea in gran parte d’Italia da quota zero, come l’esempio di Cascina Merlata a Milano, fino agli alpeggi oltre i 1000 metri di quota. Si dissemina facilmente e, come anticipato, ha una gran forza per competere tra le erbe dei prati (caratteristica non sempre presente nei dianthus, per esempio totalmente assente negli ibridi). Lo si trova da terreni relativamente umidi e fertili fino a fessure rocciose, si dice che le sue radici possano andare in cerca d’acqua fino a due metri di distanza.

Questa la carta d’identità di una pianta che vale la pena inserire in maniera consistente nei propri giardini.

Dianthus carthusianorum detto anche garofano dei Certosini. Sembra sia stato largamente coltivato dai Monaci Certosini per ricavarne un antidoto contro la Peste. Vedere dalle immagini precedenti quanta bellezza ed eleganza esprima questo fiore mi fa pensare anche a questa nostra attuale situazione di pandemia. Chissà…la bellezza e la naturalità saranno nuovamente la cura?

Per sicurezza invadiamo di fiori!

Billo

One Comment

    • Gaetano Zoccali

    Ma che bello!

    19 Maggio 2020